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Un nuovo romano , Il Dalai Lama cittadino onorario -leggi on line |
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Un visita lampo quella del leader tibetano in parte dovuta a promesse non potute mantenere a causa di un improvviso ricovero in ospedale lo scorso ottobre. E anche questa volta si e' temuto per un attimo che tutto saltasse, quando era giunta la notizia di una corsa in ospedale a Delhi per un dolore ad un braccio. Nulla di grave, per fortuna, e Sua Santita' e' potuto arrivare nella capitale domenica 8 febbraio. Lunedi' il Dalai Lama ha incontrato una delegazione del gruppo interparlamentare per il Tibet che conta circa 130 tra deputati e senatori, coordinato dal radicale Matteo Mecacci e nel primo pomeriggio e' salito al Campidoglio tra due ali di folla dove, nella Sala Giulio Cesare, ha ricevuto dal Sindaco la cittadinanza onoraria , suscitando , come d'obbligo, le rimostranze dell' ambasciatore cinese. Il Dalai Lama, nel suo discorso di ringraziamento ha ribadito la richiesta di autonomia e non di indipendenza del Tibet ,denunciando per la situazione esplosiva e la difficolta' di convincere i tibetani ad astenersi da azioni violente. 'La situazione in Tibet oggi e' esplosiva', ha detto testualmente il Dalai Lama lanciando un nuovo allarme sulla repressione che si sta abbattendo in queste ore sul Tetto del mondo. 'Le ultime notizie che mi giungono mi fanno capire che in questo momento la tensione e' pronta a esplodere. Ma dico ai tibetani: 'Per favore non fate confusione, restate tranquilli e in pace'. Rivolgendosi p al presidente di Italia Tibet Claudio Cardelli, che agitava una bandiera tibetana nelle prime file, il Dalai Lama non ha mancato di ricordare come un gesto del genere in Tibet significherebbe l'arresto e la detenzione ma anche come lo stesso Mao nel 1954 gli aveva detto che le bandiere tibetane e cinesi avrebbero dovuto sventolare assieme. Il Dalai Lama ha continuato sorridendo raccomandando di citare Mao come garante per l'esposizione della bandiera tibetana. Il 7 febbraio Sua Santita' a Venezia, dopo aver incontrato la campionessa olimpica Josefa Idem, che gli aveva dedicato la vittoria ai Giochi di Pechino e che ha ribadito il suo sostegno alla causa tibetana, ha poi ricevuto la cittadinanza onoraria alla biblioteca Marciana. Ultimo saluto in una caotica sala overbooked dove i controlli sembravano ormai completamente fuori controllo. Il sindaco Cacciari, previsto tra le autorita', non si e' presentato mentre il presidente della Regione Veneto ha inviato in sua vece il presidente del consiglio regionale. Il Dalai Lama e' rimasto colpito dal mappamondo di Fra Mauro del 1490, esposto alla Marciana, dove il Tibet e' chiaramente indicato come un paese a se', ben differenziato dalla Cina e dalla testimonianza di Marco Polo, letta da Michele Bortoluzzi, che racconta di come gli abitanti dell'ostile altipiano del Tibet non avessero carte e monete del gran regno del Khan ma che ne usassero di proprie. Una ulteriore prova che il Tibet era, e avrebbe ancora tutti i diritti storici, culturali, religiosi e linguistici di essere, un paese indipendente. |



