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Un amico nel cammino |
La via spirituale è lunga e costellata di difficoltà. Come possiamo superarle) Quali indicazioni possiamo trovare nelle parole del Canone? |
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Più volte il Buddha sottolineò nei suoi insegnamenti la necessità di avere qualcuno al fianco durante il cammino spirituale, un amico che può sostenere e guidare nei momenti difficili. In questo sutra, che fa parte della raccolta Udana o Versi Ispirati (4.1), si racconta la storia del monaco Meghiyia, attendente del Buddha, che, sicuro della sua pratica,avendo trovato un bel boschetto di manghi piacevole per la meditazione, decise di ritirarsi da solo a meditare nonostante che il Buddha non fosse stato d’accordo.
...Il venerabile Meghiya, risiedendo in quel boschetto di manghi, fu a lungo soggetto a tre pensieri cattivi e non salutari: pensieri connessi con i desideri sensoriali, pensieri connessi con la malvagità e pensieri connessi con la violenza. |
| (1) Per prima cosa, Meghiya, il monaco è una persona che ha un amico devoto al bene (kalyanamitta), che ha compagni devoti al bene, che è incline alle persone buone. O Meghiya, questo è il primo fattore che porta a maturazione la liberazione della mente ancora immatura. (2) In secondo luogo, Meghiya, il monaco è una persona dotata di moralità (silavant), vive osservando le regole disciplinari (patimokkha), evita anche la più piccola delle mancanze seguendo una condotta appropriata e avendo corretti mezzi di sussistenza, adotta e si esercita nei precetti. O Meghiya, questo è il secondo fattore che porta a maturazione la liberazione della mente ancora immatura. (3) In terzo luogo, Meghiya, il monaco pronuncia, con piacere, senza problemi o difficoltà, discorsi sobri, che aiutano ad aprire la mente, che conducono al completo disincanto, alla mancanza di attaccamento, alla cessazione, alla pacificazione," alla perfetta conoscenza, al risveglio e al nibbana. Egli fa discorsi che riflettono il suo non essere ossessionato dai desideri, discorsi che riguardano il contentarsi di poco, la vita eremitica, la castità, il mettere in atto l'energia, la moralità, la concentrazione, la saggezza, la liberazio¬ne, la conoscenza e la visione della liberazione. O Meghiya, questo è il terzo fattore che porta a maturazione la liberazione della mente ancora immatura. (4) In quarto luogo, Meghiya, il monaco vive con risoluta energia. Per abbandonare gli stati mentali non salutari e far sorgere gli stati mentali salutari, egli è vigoroso, dotato di un'energia stabile, e persevera negli stati mentali salutari. O Meghiya, questo è il quarto fattore che porta a maturazione la libera¬zione della mente ancora immatura. (5) Infine, Meghiya, il monaco è saggio, è dotato di una saggezza nobile e penetrante del sorgere e dello svanire, saggezza che porta alla completa fine della sofferenza. O Meghiya, questo è il quinto fattore che porta a maturazione la liberazione della mente ancora immatura. Meghiya, questi sono i cinque fattori che portano a maturazione la liberazione della mente ancora immatura. O Meghiya, da un monaco che ha un amico devoto al bene, che ha compagni devoti al bene, che è incline alle persone buone, ci si deve aspettare che sia dotato di moralità, che viva osservando le regole di¬sciplinari, che eviti anche la più piccola delle mancanze seguendo una condotta appropriata e avendo corretti mezzi di sussistenza. O Meghiya, da un monaco che ha un amico devoto al bene, che ha compagni devoti al bene, che è incline alle persone buone, ci si deve aspettare che pronunci, con piacere, senza problemi o difficoltà, discorsi sobri, che aiutano ad aprire la mente, che conducono al completo disincanto, alla mancanza di attaccamento, alla cessazione, alla pacificazione, alla perfetta conoscenza, al risveglio e al nibbana. Egli farà discorsi che riflettono il suo non essere ossessionato dai desideri, discorsi che riguardano il contentarsi di poco, la vita eremitica, la castità, il mettere in atto l'energia, la moralità, la concentrazione, la saggezza, la liberazione, la conoscenza e la visione della liberazione. O Meghiya, da un monaco che ha un amico devoto al bene, che ha compagni devoti al bene, che è incline alle persone buone, ci si deve aspettare che viva con risoluta energia. Per abbandonare gli stati mentali non salutari e far sorgere gli stati mentali salutari, egli sarà vigoroso, dotato di un'energia stabile, e persevererà negli stati mentali salutari. O Meghiya, da un monaco che ha un amico devoto al bene, che ha compagni devoti al bene, che è incline alle persone buone, ci si deve aspettare che sia saggio, dotato di una saggezza nobile e penetrante del sorgere e dello svanire, saggezza che porterà alla completa fine della sofferenza. |
Infine, Meghiya, ci sono quattro ulteriori cose che devono essere praticate dal monaco che è stabilito in questi cinque fattori: Trad. a cura di Francesco Sferra – I discorsi del Buddha , Oscar Mondadori |


