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L'ideale del bodhisattva nel Theravada e nel Mahayana |
di Walpola Rahula
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Hinayana e Mahayana , tarde creazioni È universalmente accettato dagli studiosi che i termini Hinayana e |
Sravaka, Pratiekabuddha e Bodhisattva |
Aspirazione al risveglio Da questo si può vedere che chiunque aspiri a diventare un Buddha è un |
Questi tre stati dello Sravaka, del Pratiekabuddha e del Buddha sono
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| Anche se il Theravada sostiene che tutti possono essere Bodhisattva, non ne fa conseguire che tutti "debbano" essere Bodhisattva, perchè la cosa non sarebbe pratica. La decisione se intraprendere la via dello Sravaka, del Pratiekabuddha o del Samyaksambuddha è lasciata all'individuo. Ma spiega chiaramente che lo stato del Bodhisattva è superiore e che gli altri due sono inferiori senza per questo svalutarli. Nel XII sec. d.C. in Birmania (paese strettamente Theravada) il re Alaungsithu di Pagan, dopo aver fatto costruire il tempio Shwegugyi, vi pose un'iscrizione in versi pali per commemorare questo atto di devozione in cui pubblicamente dichiarò la propria risoluzione a diventare un Buddha e non uno Sravaka [21]. Nello Sri Lanka, nel X sec., il re Mahinda IV (956-972 d.C.) in un'iscrizione [22] proclamò che "nessuno che non fosse un Bodhisattva sarebbe diventato re di Sri Lanka". Perciò si tramando' la credenza che i re di Sri Lanka fossero Bodhisattva. Prima di allora, secondo due iscrizioni su roccia a Vessagiriya, nello Sri Lanka del V o VI sec. d.C., due persone normali, dopo aver compiuto qualche opera meritoria, espressero il desiderio di conseguire la buddhità [23]. Un Thera di nome Maha-Tipitaka Culabaya, autore del Milinda-Tika (XII sec. d.C.) nella tradizione theravada del Mahavihara di Anuradhapura, dice, alla fine del libro, nel colophon, di aspirare a diventare un Buddha: Buddho-bhareyyam "Possa io divenire un Buddha" [24], il che significa che l'autore è un Bodhisattva. Alla fine di alcuni manoscritti di testi buddhisti scritti su foglie di palma a Sri Lanka ci sono i nomi di alcuni copisti che hanno scritto il loro nome e il desiderio di diventare Buddha, e anch'essi devono essere considerati Bodhisattva. Al termine di una cerimonia religiosa o di un atto di devozione il bhikkhu che dispensa la benedizione in genere esorta i presenti a formulare la risoluzione di conseguire il nirvana realizzando una delle tre Bodhi: Sravakabodhi, Pratiekabodhi o Samyaksambodhi secondo il loro desiderio e le loro capacità. Vi sono molti buddhisti sia bhikkhu sia laici nello Sri Lanka, in Birmania, in Thailandia e in Cambogia, paesi tradizionalmente theravada, che fanno voto di diventare Buddha per salvare gli altri. Essi, in verità, sono Bodhisattva a livelli diversi di sviluppo. Così si può vedere che nei paesi theravada non tutti sono sravaka. Ci sono anche i bodhisattva. C'è una significativa differenza tra Theravada e Mahayana riguardo all'ideale del Bodhisattva. Il Theravada, sebbene sostenga il primato dell'ideale del Bodhisattva, non ha scritture separate dedicate a questo tema. Gli insegnamenti sull'ideale del Bodhisattva e al suo corso di sviluppo si trovano sparsi in più luoghi della letteratura pali. Il Mahayana, dedicato per definizione all'ideale del Bodhisattva non solo ha prodotto una notevole mole di scritti a proposito, ma ha anche creato una classe di mitici Bodhisattva. (trad. dall’inglese di F. Pelliconi) |
I trentasette aspetti del sentiero verso l'illuminazione La struttura generale della via buddhista è descritta nel primo giro della ruota del Dharma mediante i Questi sono divisi in sette categorie. La prima categoria comprende le quattro consapevolezze, e cioè consapevolezza del corpo, delle sensazioni, della Seguono i quattro abbandoni completi. Sono chiamati così perché il praticante, quando sviluppa una sincera determinazione a liberarsi attraverso la pratica delle quattro consapevolezze, si impegna in una condotta che evita le cause di futura sofferenza e coltiva quelle di futura felicità. Perciò i quattro abbandoni sono: 1) abbandono di pensieri e azioni nocivi già generati; 2) non generazione di pensieri e azioni nocivi; 3) sviluppo di pensieri e azioni positivi già generati; 4) generazione di pensieri e azioni positivi non ancora generati. Benché, nella vostra mente, voi possiate superare le azioni negative e le emozioni afflittivi che le motivano e Questi quattro fattori sono collegati alla pratica dello sviluppo della facoltà di concentrazione univoca. Vengono definiti anche le quattro «gambe», perché sono i requisiti indispensabili che consentono al praticante di conseguire gli stati mentali di concentrazione univoca che servono come base per le manifestazioni soprannaturali. Questi La quarta categoria comprende le cinque facoltà; la quinta categoria i cinque poteri. Un elenco è lo stesso nelle due categorie: In questo contesto, la distinzione tra facoltà e potere dipende dal livello di competenza del praticante in quella particolare capacità: a uno stadio sufficientemente avanzato di competenza nella pratica, la facoltà diventa potere.
La settima e ultima categoria è il nobile ottuplice sentiero: retta visione, retta intenzione, retta |
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Note al testo: 1 Vedremo piú avanti che anche un Buddha è un Arahant, sia dal punto di vista del Theravada, sia da quello del Mahayana. [ritorna al testo] |
PUNTI CHE UNIFICANO THERAVADA & MAHAYANA
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