di Giancarlo Vianello
Rigpa, il testo poetico di Anne Waldman che pubblichiamo, prende il titolo da un termine sanscrito che indica forma, più precisamente la visione della forma connaturata al vuoto. Indica quindi un insight profondo che ci rivela l’intima interconnessione della realtà. Questa è la natura della poesia nella sua accezione più alta. Martin Heidegger parlava dell’arte –e tra tutte la pratiche artistiche privilegiava poesia, perché utilizza la parola come mezzo- come della messa in opera della verità; verità che, secondo l’etimo greco, significa aletheia, non nascondimento. L’artista è colui che riporta alla luce ciò che è profondo e celato, ciò che la banalità dell’esistenza ha nascosto e mistificato. In termini buddhisti, si potrebbe dire che corregge l’avidyā, l’ignoranza, e mostra le cose come sono, nei loro intimi ed originari rapporti di relazione. |