| Il rito apre le porte all’altro che è dentro di noi, al nostro Sé e ci mette in comunicazione con i nostri poteri più profondi”; con queste parole dell’ultima pagina del testo in oggetto, l’Autrice compendia mirabilmente l’argomento che ha sviluppato nel suo scritto. La volontà di trovare una modalità adatta ai nostri tempi pieni di obblighi, impegni, doveri, per poter essere in grado di ascoltare le sollecitazioni e le grida d’aiuto che partono dal proprio profondo, ha spinto l’Autrice, psicoterapeuta junghiana, ad affacciarsi anzi immergersi nella visione dell’interiorità dell’essere umano che ne da il Buddhismo Dzog Chen, giungendo quindi alla posizione di “psicoterapeuta buddhista” che ritiene come “sia nel buddhismo tibetano che Jung abbiano come interesse prevalente il processo di crescita della coscienza e la trasformazione dello spirito umano per raggiungere la cessazione della sofferenza, la guarigione delle ferite psichiche dell’Uomo” (pag. 15). |