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Celebrare il Vesak |
Vaisakha è il sesto mese del calendario indiano che corrisponde generalmente al nostro mese di maggio e durante il primo giorno di luna piena di questo mese si celebrano, secondo la tradizione del sud est asiatico, tre avvenimenti importanti della vita del Buddha: la nascita, l’illuminazione e la scomparsa. Vaisakha o Vesak è quindi diventata per i buddhisti una data importante che in Italia e nel mondo è celebrata come momento di riflessione, di incontro, di pratica. E’ importante non solo rendere omaggio al Buddha, al Dharma e al Sangha, ma anche cercare di trovare, basandosi su di essi, nuove linee e forme di contatto e dialogo con i vari aspetti della società, della cultura, dell’economia alla luce della visione che ci accomuna: l’interdipendenza Lasciare che il buddismo rimanga una nicchia isolata in cui ognuno a suo modo si crea uno spazio, talvolta narcisistico, in cui sentirsi bene e appagato, non corrisponde allo spirito universale del Dharma. Il cammino deve coinvolgere la comunità, il sangha, ed entrare nella società, non certo in modo dirompente, ma per osmosi o infusione lenta. Perché i valori universali del Dharma possano dare frutti non è necessario che tutti diventino buddhisti; buddhismo è una parola, un’etichetta che non rende più o meno buddhista chi già lavora e vive alla luce della consapevolezza, della compassione, del rispetto dell’altro e della natura, nella visione dell’interdipendenza. E’ importante il nome o ciò che è? Dare voce a questo è importante, farsi espressione di un modo altro per progettare il futuro, per educarsi dal di dentro, è una sfida importante per chi si riferisce al Dharma del Buddha . Possiamo dare voce a questo in molti modi: con l’attività, con la comunicazione, con l’incontro. Un esempio: per non andare molto lontani, siamo buddhisti italiani, nel nostro paese ci sono ormai anche tanti buddhisti di origine asiatica che vivono spesso in modo difficile e precario, che rapporto abbiamo con loro? Che voce gli abbiamo dato? Cosa di loro conosciamo o facciamo conoscere? Quali sono le loro storie in una storia che non è loro? Se ne parlerà quest’anno per la prima volta al Vesak nazionale dell’UBI a Padova. E’ una sfida: noi giovani buddhisti a conoscere antichi compagni di fede, noi agiati occidentali a confrontarci con altrui povertà. Cerchiamo di vedere questo con occhi nuovi, proporre soluzioni creative che abbiano senso nella nostra e nella loro storia. “Amore e compassione, sono sentimenti che danno davvero un senso alla vita. |


