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2010 : un nuovo anno inizia

Ogni primo giorno dell'anno si fanno gli auguri e si pensa a ciò che verrà, dopo aver fatto un bilancio del positivo e del negativo dell'anno appena trascorso. Anche noi vogliamo inviare i migliori auguri per un nuovo periodo della nostra vita che sia sereno, armonioso, rispettoso di sé e dell'altro, un nuovo anno da vivere mettendo in pratica gli insegnamenti del Buddha e di seguire l'esempio di tutti coloro che oggi, come nei tempi passati, sono stati testimoni di pace, di compassione e di gratuità nel dare senza richiedere ricompensa. Buon 2010 a tutti gli uomini e le donne che vivono, soffrono, amano, lavorano, studiano, pregano, meditano......

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Copenhagen 2009: il tempo di agire è ora

Per sostenere  i lavori della Conferenza sul clima di Copenhagen (  7-18 dicembre 2009) importanti maestri e praticanti hanno unito le loro forze e sottoscritto una  dichiarazione, preparata da Bhikkhu Bodhi e David Tetsuun Loy,  in cui  si invitano tutti i buddhisti ad operare responsabilmente  per trovare delle soluzioni sostenibili.

La prima firma è stata quella di  S.S. il Dalai Lama.

Tutti coloro a cui sta a cuore il futuro del nostro pianeta sono invitati a leggere e sottoscrivere la dichiarazione  andando al sito www.ecobuddhism.org.

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PASSI IN PACE 24 OTTOBRE 2009 a Roma

L'appuntamento sarà alle 15,30 a Largo Brancaccio da dove ci muoveremo percorrendo via Merulana,viale Manzoni, via Emanuele Filiberto fino a piazza di porta S.Giovanni,dove la camminata si concluderà con una meditazione seduta.

Unione Buddhista Italiana
Fondazione Maitreya
Associazione Essere Pace
Rete buddhista dell'Italia centrale

Territorio e legalità - Dialogo a più voci per il Vesak

Le voci di questo dialogo si sono incontrate a Palermo dal 29 al 31 maggio per la festa nazionale del Vesak , organizzata come ogni anno dall'Unione Buddhista Italiana. Portare il Vesak in Sicilia è sembrata una sfida e una grande opportunità per la comunità buddhista locale e nazionale per confrontarsi con quelli che sono dei problemi concreti, che toccano da vicino e incidono sulla convivenza, come quelli legati alla mafia, al pizzo, all'utilizzazione dei beni confiscati con la creazione di cooperative che offrono prodotti e posti di lavoro in una terra in cui trovare lavoro non è facile. Il dialogo si è svolto nei giardini del complesso della Tonnara Florio all’ Arenella, in una Palermo sul mare poco conosciuta, ma carica di storia. La Tavola rotonda, che ha aperto l’incontro con la presenza dei rappresentanti delle associazioni locali, dell’Ubi e del ven. Tenzin Tenpel, lama residente dell’Istituto lama Tsong Khapa di Pomaia, è stata ricca di informazioni e di spunti di riflessione. Parlare delle difficoltà riportate sia dall'Associazione Libera, sia da Addio Pizzo è stato toccare con mano, in modo molto chiaro e dignitoso, che l'emergenza mafia non è un ricordo, è una realtà in questa terra in cui oggi c’è sempre più una forte volontà di parlare, di non tacere e non accettare, abbassando la testa, vessazioni e ingiustizie. Come si dice nella tradizione buddhista, queste difficoltà non sono che un sintomo di una malattia più grave , una malattia che tocca il corpo della società e che non può essere curata soltanto sopprimendo i sintomi più evidenti, ma andando alle radici del problema. Come ha detto il presidente dell’UBI, Giorgio Raspa, riprendendo il testo di un pizzino trovato nel nascondiglio di Provenzano: “ l'albero della mafia ha radici profonde, si possono tagliare i rami, ma questi cresceranno”. Che cosa fare quindi: l'unica possibilità è agire a monte, togliere l'acqua alle radici: solo in questo modo l'albero si seccherà. Non si è dimenticato neanche il dialogo con le altre religioni: i tradizionali Passi in pace, una camminata che è sempre presente nei Vesak buddhisti in cui si procede in silenzio, lentamente, cercando di fare pace in se stessi per portare pace nel mondo, quest'anno si è svolta lungo un cammino antico, il cammino di Santa Rosalia . Un bel Vesak quello di Palermo, ricco nel dialogo, ricco nell'umanità, ricco di colori, ricco nelle diverse liturgie che hanno sottolineato i punti fondamentali dell'insegnamento del Buddha, ricco dell'umanità di chi ha partecipato, buddhista e non buddhista, spettatore e attore, uomini e animali. Sono stati infatti benedetti dai monaci gli animali portati qui dai loro proprietari, secondo una consuetudine molto cara ai siciliani, ma trasformata in veste buddhista. Un altro esempio di dialogo in atto.

VESAK DAY DELLE NAZIONI UNITE A BANGKOK

Dal 2000 il giorno del Vesak viene considerato dalle Nazioni Unite come festa internazionale e dal 2003 viene celebrato con un grande incontro in un paese buddhista asiatico. Quest'anno e' stato di nuovo organizzato in  Thailandia a Bangkok dal 3 al 6  maggio con il supporto del governo e della Mahachulalongkornrajavidyalayaya University. Il tema scelto  e' stato: Il buddhismo di fronte alla crisi globale. Rappresentanti da 80 paesi buddhisti si sono riuniti per celebrare il Vesak Day con cerimonie e discorsi di Dharma e per dibattere sulle proposte che si possono fare per superare la crisi sia a livello economico, che politico che ambientale.

In contemporanea una commissione ha lavorato per elaborare un testo buddhista di base comune a tutte le tradizioni che possa essere  utile per far conoscere il buddhismo in modo chiaro e non settario.

Canti e preghiere durante una processione di luci hanno concluso l'incontro a cui hanno partecipato oltre 1300 monaci e leader buddhisti provenienti da altri paesi e 3000 monaci thailandesi. 

 

 

 

 

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Firmate l'appello per le Intese

La Chiesa Apostolica in Italia, la Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni, la Chiesa Evangelica Valdese, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista italiana, l’Unione italiana Chiese Cristiane Avventiste 7°Giorno hanno avviato una campagna di raccolta firme per sensibilizzare le istituzioni italiane ed i decisori politici affinché siano ratificate, il più velocemente possibile, le Intese religiose già negoziate con il Governo italiano.

 

Fin dal marzo 2000 l’UBI e il Governo Italiano, per regolare i reciproci rapporti, hanno stipulato l’Intesa prevista dall’art. 8 della Costituzione. Successivamente il Governo, per rendere operante l’Intesa così stipulata avrebbe dovuto presentare in Parlamento il relativo disegno di legge di approvazione, ma ciò non è mai avvenuto nonostante gli sforzi prodigati dall’UBI per sensibilizzare il mondo politico e sociale.
Nell’aprile 2007 il Governo Prodi ha ritenuto di rinnovare la firma dell’Intesa tenendo conto delle modifiche all’ordinamento nel frattempo intervenute (abolizione del servizio militare obbligatorio e introduzione dell’euro), in concomitanza con la stipula di nuove Intese con altre Confessioni religiose.
Pure in questa seconda occasione il Governo non ha poi presentato in Parlamento i disegni di legge di approvazione, anche se ha previsto la copertura di spesa nell’ambito della legge finanziaria per il 2008.
Al fine di sensibilizzare più efficacemente l’attuale Governo sul tema è stata costituita un’alleanza tra la Chiesa Apostolica in Italia, la Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni, la Chiesa Evangelica Valdese, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, l’Unione Induista italiana, l’Unione italiana Chiese Cristiane Avventiste 7°Giorno che avendo stipulato l’Intesa, attendono che sia presentato in Parlamento il relativo disegno di legge di approvazione. A questa alleanza partecipa anche l’Unione Buddhista Italiana.
Tra le iniziative per spingere in tal senso l’azione del Governo è stata avviata una campagna che si prefigge l’obiettivo di raccogliere la firma di quanti hanno a cuore il problema, in sottoscrizione dell’appello per chiedere la presentazione dei disegni di legge.
Maggiori informazioni sono reperibili sul sito www.coalizioneintesereligiose.it ove è possibile anche, registrandosi, sottoscrivere l’appello.

 

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Distrutto il gompa dell'Istituto Lama Tsong Khapa

A causa di un incendio dovuto probabilmente a un corto circuito, il gompa dell'Istituto Lama Tsong Khapa è bruciato nella notte tra il 25 e il 26 dicembre con tutta la sua ricchezza di statute, testi e dipinti lasciando la comunità priva del centro delle sue attività. Per anni il gompa è stato il luogo privilegiato in cui migliaia di persone hanno incontrato la parola del Buddha, hanno potuto assistere agli insegnamenti di grandi Maestri e di Sua Santità il Dalai Lama. Ci auguriamo che da questo incendio l'Istituto e la Comunità con l'aiuto di tutti coloro che hanno a cuore il Buddha e il Dharma possano trovare nuova forza per rinascere e continuare nel Cammino. La Fondazione Maitreya è vicina al Presidente dell'Istituto il ven Raffaello Longo, alla direttrice Laura Pellati e a tutta la comunità monastica e dei residenti impegnandosi a sostenere la "ricostruzione" e la creazione di nuove opportunità per la pratica della Via del Buddha. Chiunque volesse sostenere la ricostruzione può inviare il suo contributo all'Istituto ILTK sul conto corrente n. 48 Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Filiale di Rosignano Marittima IBAN - IT21-A-06200-25100-000000000048 causale "Ricostruzione del Gompa" Ogni altra iniziativa di solidarietà e di aiuto concreto potrà essere concordata con la Direzione dell'Istituto Lama Tzong Khapa al n. 050 -685654

UNIONE BUDDHISTA EUROPEA

Noi, rappresentanti dell’Unione Buddhista Europea, annunciamo il nostro supporto e la nostra solidarietà alle proteste sorte contro l’occupazione cinese del Tibet e alle rivendicazioni delle centinaia di monaci buddhisti e di semplici cittadini che sono scesi nelle strade di Lhasa per protestare contro la distruzione della loro cultura.
Essi sono stati accolti da una risposta violenta e i monasteri sono stati circondati da truppe e chiusi. Nonostante questo i monaci non si sentono sconfitti e continuano a manifestare ovunque sia possibile.

In piena solidarietà con la popolazione tibetana, nostri fratelli e sorelle nel Dharma, condanniamo la repressione ordinata dalle autorità cinesi contro le dimostrazioni pacifiche, la chiusura dei monasteri e l’imposizione della legge marziale su vasta scala. La risposta violenta da parte delle forze di sicurezza cinesi non fa altro che gettare benzina su fuochi che essi stessi hanno acceso molti anni orsono.

Ogni giorno , sconvolti e inorriditi, seguiamo da vicino i notiziari su quello che sta accadendo. La comunità internazionale è stata a guardare per decenni durante i quali l’occupazione cinese ha sistematicamente tentato di cancellare la cultura indigena tibetana al punto che oggi, come denunciato dalla International Campaign for Tibet “nelle città  e in particolare nelle fertili valli del Tibet orientale, i cinesi sono due o tre volte più numerosi dei tibetani”.

Sua Santità il Dalai Lama ha lanciato un appello “alla classe dirigente cinese affinchè si smetta di usare la forza e si affronti, attraverso il dialogo, il profondo risentimento che cova tra i tibetani. Faccio, inoltre, appello ai miei fratelli tibetani di astenersi dall’usare la violenza.”

Noi ci associamo all’appello lanciato da Sua Santità e condanniamo la violenta repressione di quella che è una legittima protesta contro la perdurante occupazione cinese del Tibet. Chiediamo a tutti gli amici del Tibet – individui e governi – di fare lo stesso. Facciamo appello al governo della Repubblica Popolare Cinese di liberare tutti i prigionieri politici. Infine, chiediamo alle coraggiose genti del Tibet di essere forti e di mantenere saldi gli insegnamenti del Buddha sulla non-violenza.

Chiediamo a ministri e governi di fare tutto ciò che è nel loro potere per fermare la repressione in atto e di avviare un dialogo con il Dalai Lama quale leader dei popolo tibetano. Chiediamo a tutti di farsi carico di assicurare che quanto sta succedendo ottenga la giusta attenzione  per evitare ulteriore  sofferenza e spargimento di sangue.

 

23 marzo 2008

Tibet: un popolo in cerca di voce

Comunicato dell'Unione Buddhista Italiana

In relazione alle gravissime notizie che in questi giorni pervengono dalla regione tibetana e dall’India e informano di manifestazioni di monaci e laici buddhisti represse con estrema violenza da parte dei governi locali, l’Unione Buddhista Italiana condanna fermamente l’uso della forza da parte di chiunque e la repressione delle proteste avanzate con metodi pacifici.

L’UBI richiama fortemente le autorità al rispetto dei diritti umani con particolare riguardo alla libertà di espressione religiosa e le invita a favorire in ogni modo ed evenienza il dialogo per la pacifica risoluzione delle controversie.

Il rispetto dei diritti fondamentali e la tutela delle minoranze sono tra i più significativi indicatori di una società civile e democratica pronta ad assumere un pieno ruolo nell’ambito del consesso internazionale.

L’UBI si augura che i governanti rinuncino a ogni forma di repressione e ascoltino le richieste che provengono dai monaci e dalla popolazione tibetana.per mettere fine alle violenze che insanguinano da giorni questi territori e invita il Governo italiano, le forze politiche, le asociazioni civili e chiunque abbia a cuore la libera determinazione dei popoli e la non violenza ad attivarsi per sostenere e dare voce a queste richieste.

 

                                                                  Unione Buddhista Italiana

 

 

Roma 16 marzo 2008

 

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Nell'ambito della decade laica 7 - 17 febbraio il Comune di Roma e l'Ufficio per le Politiche della multiculturalità organizzano una serie di eventi che coinvolgono le forze laiche e religiose della città.
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Passi in pace a Roma

Sabato 6 ottobre 2007 alle ore 15. Camminata silenziosa dal Colosseo (ritrovo all'Arco di Costantino), via dei Fori Imperiali, Palazzo della Provincia per una meditazione silenziosa.

Camminiamo in pace, in silenzio per ricordare chi oggi non può più farlo nel proprio paese.

Unione Buddhista Italiana
Fondazione Maitreya
Associazione Essere Pace
Rete buddhista dell'Italia centrale

In collaborazione con la Provincia di Roma

camminata web
VESAK 2007 - VILLA TORLONIA - ROMA

22 - 27 MAGGIO

LABORATORI DI iNCONTRO ORIENTE/OCCIDENTE

 

 

Vesak 2007

Laboratorio di incontro Oriente/ Occidente

 

 

Da martedì 22 a sabato 26 maggio una delle antiche ville di Roma, Villa Torlonia, da poco riconsegnata alla fruizione dei cittadini, è diventata uno spazio buddhista per la celebrazione del Vesak nazionale 2007.

Il  Vesak è la ricorrenza buddhista più importante in cui si celebrano la nascita, l’illuminazione e la scomparsa del Buddha Sakyamuni,  che secondo la tradizione sono tutte avvenute durante il plenilunio del mese di maggio, il mese di Vesak.

E’ la festa più sentita e  condivisa  dai buddhisti di tutto il mondo e di tutte le tradizioni e dal 2000 è considerata dall’ONU  nel calendario delle festività religiose dei popoli.

Il Vesak nazionale in Italia viene celebrato convenzionalmente durante l’ultimo sabato e domenica di maggio ed è diventato un appuntamento fisso per la comunità  buddhista, riconosciuto anche nell’Intesa già siglata nel 2000 e rinnovata nell’aprile  2007 tra l’ UBI e il Governo,  ai sensi dell’art. 8 della Costituzione, che speriamo tra breve diventi Legge dello Stato.

Per l’Unione Buddhista Italiana la celebrazione  del Vesak Nazionale è da sempre stata un appuntamento importante: un incontro con la cultura  e la società civile, uno  scambio tra sensibilità e saperi diversi, una preghiera comune,  uno studio e approfondimento dell’insegnamento e delle sue relazioni con la società italiana ed anche un momento di festa e di gioia in ricordo del Buddha.

Nei giardini di Villa Torlonia, carichi di simboli di oriente ed occidente, dagli obelischi ai boschetti di bambù, dalle sfingi alle architetture neoclassiche, per una settimana si sono avvicendati eventi, incontri e workshop organizzati dalla Unione Buddhista Italiana in collaborazione con la Fondazione Maitreya e la Rete dei centri buddhisti dell’Italia centrale.

Punti forti della settimana, oltre agli insegnamenti di monaci e studiosi sui fondamenti del buddhismo, sono stati i momenti di riflessione comune e di dialogo con le istituzioni su temi di rilevanza sociale e civile. Si è passati infatti a discutere di dialogo con un focus sulla consulta giovanile interreligiosa. Tre giovani , un ebreo, una cristiana e una buddista, il ministro Melandri e la delegata del Comune di Roma per la multiculturalità Franca Coen hanno dato vita a un incontro di esperienze e di nuove modalità di approccio ai temi del dialogo visti nella loro accezione più legata alla vita pratica e alla convivenza civile: dialogo sul diritto di cittadinanza, sulle donne, sul diritto al lavoro. Uno scambio vivace e fattivo che ha dato ai vecchie ai nuovi del dialogo stimoli di riflessione su nuovi modelli di cittadinanza. Cittadinanza che ha trovato il suo sbocco “naturale” nel “Manifesto per una Laicità condivisa” presentato da Paolo Naso e discusso con il sen. Malan di Forza Italia, il sottosegretario ai Beni Culturali on. Danielle Gattegno Mazzonis e i rappresentanti di comunità religiose: induisti, pentecostali, valdesi, avventisti, che cercheranno di portare in parlamento i punti del manifesto in cui si  sottolinea la necessità di un corretto rapporto di scambio tra stato e religione e non di sottomissione del potere politico a “un” potere religioso predominante.

E poi si è arrivati alla domenica della “festa”. E’ stata una giornata ricca di colori, persone, canti, preghiere, danze  e gioia di condividere il cibo.

Nella spianata del campo da tornei monaci, monache e praticanti partiti in cammino silenzioso dalla Casina delle Civette si sono ritrovati a celebrare il Vesak con le preghiere di tutte le tradizioni: theravada, zen coreana e giapponese, cinese, tibetana. Un insieme di tonache dai colori diversi, di praticanti  italiani e asiatici per una volta insieme a Roma. Un migliaio di persone unite da una fede comune negli spazi di Villa Torlonia . Per un giorno le bandiere buddhiste , le preghiere dei monaci, i canti delle comunità sono entrati a pieno diritto a far parte del “landscape” romano.

 

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Firmata intesa bis

Il presidente Romano Prodi e il monaco Raffaello Longo hanno firmato ieri 4 aprile la nuova Intesa tra stato e UBI che speriamo possa presto diventare legge dello stato italiano.

Oltre a quella con l'UBI sono state firmate le Intese con gli Induisti, i Testimoni di Geova, i Mormoni, gli Ortodossi e la chiesa Pentecostale. Due integrazioni sono state anche fatte alle Intese con i valdesi e gli avventisti.

Ci auguriamo che questa volta l'Iter affichè l'Intesa diventi operativa si possa presto concludere  e chiudere un cammino iniziato dieci anni fa.

Numero corrente
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