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Attenzione al dialogo!
Caro Direttore, sono un lettore regolare della vostra rivista Dharma. In generale sono contento della rivista ma devo lamentare un eccesso di non meritato spazio al dialogo, circa un terzo del volumetto, dedicato alla chiesa cattolica e al cristianesimo. Se da buddhista quale sono, credo che sia giusto essere aperti e amichevoli con tutti i non buddhisti, credo altrettanto che il rispetto reciproco sia fondamentale. Come si pu¿ vivere in armonia insieme con i cristiani, quando questi, in nome della propria fede, cercano di convertire con ogni mezzo i buddhisti e poi li convincono della erroneit¿ dei suoi insegnamenti, portandoli anche a fare atti considerati come distruggere le statue di Buddha o a non entrare nei monasteri buddhisti perch¿ considerati case del demonio? Sono stato in Asia per anni e ho testimoniato e vissuto da vicino quel clima di intolleranza religiosa che aleggia intorno alla Chiesa in quei paesi. I cristiani, con la loro predicazione ostinata stanno creando disagi e problemi sociali molto gravi a spese di quelle religioni come il buddhismo e l'induismo che rappresentano il patrimonio culturale di questi paesi. La diffusione del cristianesimo in Asia non sta avvenendo come avviene in occidente, dove la gente liberamente,dopo aver preso interesse nel buddhismo, decide di adottarlo come cammino spirituale proprio. In Asia i cristiani si prendono vantaggio e si approfittano della povert¿ e indigenza sociale di quei popoli per costringerli a cambiare religione, e credetemi non ¿ naturale per nessuno cambiarla a quelle condizioni a meno che non ne sei costretto attraverso un ricatto morale e fisico. Inoltre la maggior parte delle chiese delle varie confessioni cristiane diffonde ufficialmente una religiosit¿ bigotta, superstiziosa, intollerante, che su quei popoli che non hanno ancora una sviluppata cultura secolare come in occidente produce puro fideismo cristiano. I risultati sono il dilagare dei fanatismi, integralismi, odio religioso e forti contrasti sociali e politici. Noi Buddhisti di occidente dobbiamo fare qualcosa per evitare che le culture buddiste in Asia vengano irreparabilmente danneggiate e ridotte a marginalit¿. Il buddhismo, si sa, ¿ per natura non violento e non proselitista ma ovviamente se viene attaccato direttamente o subdolamente deve pur difendersi, ed ¿ nostro dovere aiutarlo. Non ¿ giusto che noi buddhisti in Italia, diamo un'immagine tollerante ed aperta del cristianesimo, quando in Asia questo sta combattendo una battaglia per molti versi ingiusta e immorale nel tentativo, sempre pi¿ riuscito di affermare un cristianesimo oscurantista da medioevo. I buddhisti qua in Europa dovrebbero essere consapevoli di questi fatti e essere informati sui vari accadimenti asiatici. Ignorarli significherebbe che siamo solo degli inguaribili individualisti inconsapevoli di danneggiare con tale non curanza anche noi stessi. Non dobbiamo pensare che la fase intollerante del cristianesimo sia cosa che appartenga ormai al medioevo, tutt'altro! Essa invece continua, qua in occidente, a esplicare con prepotenza il suo potere sotto nuove forme pi¿ subdole ed indirette e sponsorizza, in Asia, attraverso l'otto x mille, le donazioni dei suoi fedeli e le varie lobby quella pi¿ fanatica e oscurantista. Le mando uno stralcio di articolo trovato su un sito di propaganda cattolica in Asia per darle un esempio di come i 'buoni' e 'amorevoli' missionari propagano la loro 'rispettosa' fede. 'Giovani insoddisfatti del buddismo si convertono al cristianesimo Phnom Penh (AsiaNews) - Dal 2000 ¿ missionario in Cambogia: padre Mario Ghezzi, sacerdote del PIME, ¿ parroco a Beng Tom Pun, un sobborgo della capitale. Presta il suo servizio anche nel seminario come padre spirituale dei tre seminaristi cambogiani attualmente in cammino verso il sacerdozio¿. Cosa significa per la vita pastorale questa predominanza di giovani? La chiesa in Cambogia ¿ aperta al futuro, ricca di entusiasmo: i giovani vivono la loro fede in Ges¿ con grande coinvolgimento. La scelta di chiedere il battesimo e di diventare cattolici li mette in forte contrasto con la cultura buddista¿. La forte presenza di giovani crea difficolt¿ nella chiesa? C'¿ un po' di scontro generazionale con gli anziani. I giovani portano con s¿ la fragilit¿ e la debolezza tipiche della giovinezza, non hanno alle spalle una tradizione e una comunit¿ adulta e matura nella fede. Questo per¿ ¿ stimolante perch¿ impegna i giovani a assumere responsabilit¿ e a formarsi bene. Il catecumenato dura 3 anni, ogni domenica c'¿ l'eucaristia e la catechesi....Cosa spinge un giovane buddista ad interessarsi diGes¿? Il buddismo non ha risposte alle domande essenziali dell'uomo. 'Quello che ti succede, ¿ dal tuo karma' (sic!) dice normalmente la gente: tutto ¿ deciso dal destino. Le nuove generazioni si trovano in forte contrasto con questa visione fatalista della vita. Il cristianesimo parla di libert¿ e di responsabilit¿, e questo diventa liberante per i giovani. I ragazzi buddisti che diventano cristiani vivono una vera rivoluzione interiore. Credo comunque che ogni conversione sia un mistero. La notte di Pasqua ho battezzato 12 catecumeni; mi sono chiesto: 'Perch¿ questi, e non altri?'. Mi sono detto che quelli erano 'pescati'dallo Spirito santo. Resta un mistero anche il fatto che fino al 1970 non ci sia stata nessuna conversione fra i khmer: le conversioni sono iniziate con la ricostituzione della chiesa nel 1990. '.... Se legge sul sito i vari articoli in inglese sui danni causati dai cristiani ai monasteri buddhisti in Corea del Sud si render¿ subito conto della gravit¿ della situazione. La saluto sinceramente sperando che qualcosa si faccia per dare le informazioni alle persone che hanno veramente a cuore il buddhismo. Pace e bene nel Dharma Aristide
Ora l¿informazione ¿ stata data su questo aspetto del rapporto tra buddhismo e cristianesimo da noi, paese fondamentalmente cristiano, poco vissuto. Lasciamo tutto lo spazio per ogni successivo approfondimento sia di riflessione che di informazione.
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